Director's report on the Parco archeologico 2010-present (Italian)

Le fatiche di un Parco: Morgantina e il Museo archeologico di Aidone

Ha poco più di due anni di vita il neonato Parco archeologico di Morgantina nato il 1 Settembre 2010, enfant prodige dell’Assessorato e del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana che già dall’avvio, come un piccolo Eracle, ha dovuto superare diverse fatiche, risultandone in qualche modo vincitore. Le fatiche sono state tuttavia eseguite, è il caso ricordarlo, da una piccola e modestissima struttura, sottodimensionata, composta per ragioni di marginalità del sito da una insufficiente e inadeguata dotazione di personale dirigenziale (solo il Direttore), di funzionari, di custodi, etc.

La prima fatica: accogliere nel Museo archeologico Regionale di Aidone il Tesoro di Eupòlemos, gli argenti rientrati in Sicilia a seguito degli accordi tra il Ministero dei Beni Culturali ed il Metropolitan Museum of Art di New York che li aveva acquistati nel 1981 e che si erano rivelati, grazie anche agli studi e, soprattutto, alle ricerche archeologiche di Malcolm Bell III, come prodotti da scavi clandestini effettuati dopo il 1978 a Morgantina. Si è dovuto operare, in occasione del rientro, per trasformare due ambienti dell’ex Convento dei Cappuccini in spazi museali, fino a quel momento utilizzati come magazzini dei reperti archeologici, creando due nuove sale espositive, ampie e luminose, inaugurate il 3 dicembre 2010. Grande è stato il risultato di questa operazione: dai 4500 visitatori annui del museo nel 2009 si è subito passati ai 9700 visitatori del 2010.

La seconda fatica: a soli tre mesi dalla prima un’altra prova ancor più difficile, la più importante tra tutte: la scommessa del rientro della Dea di Morgantina, restituita dal J. Paul Getty Museum il 18 marzo 2011. Questa volta bisognava trovare lo spazio adeguato ad accogliere una così prestigiosa statua di Culto la cui destinazione era sotto i riflettori di un parterre internazionale. Bisognava, pertanto, rendere più che accogliente la nuova dimora della Dea, il Museo di Aidone, sede a cui si lavorava già dall’indomani dell’inaugurazione degli argenti: altri due ex magazzini, i bagni ed una scala in cemento degli anni Ottanta del secolo scorso, sono stati demoliti per ricavare al loro posto una moderna infilata di sale tematiche. La Dea ha così avuto un ambiente degno del suo rango, che tra gli altri ha avuto il plauso del Getty Trust, in visita ad Aidone nell’ottobre del 2011. Con il rinnovo del percorso espositivo si è più che raddoppiata l’offerta del primo livello del museo che ruota intorno al cuore dell’ex Convento, il chiostro – quest’ultimo liberato dai reperti da tempo esposti alle intemperie – che ha assunto un’ariosità nuova: il museo ha oggi un’immagine di gran lunga più interessante, con un respiro certamente internazionale. Il Museo ha raggiunto così nel 2011 i 54.000 visitatori, registrando inoltre un consenso quotidianamente annotato nel registro dei visitatori, che lasciano entusiastici commenti sulla bellezza dei reperti, sull’eleganza dell’esposizione e sulla felice ambientazione del moderno percorso di visita che esalta l’antico edificio monumentale.

La terza fatica: sono stati già redatti e approvati due progetti per Morgantina che prevediamo di realizzare il prossimo anno, uno per la revisione dei percorsi didattici del sito archeologico e l’altro per la sistemazione ai fini della fruizione del santuario extraurbano di san Francesco Bisconti (dal quale provengono gli Acroliti e, forse, la Dea). Un terzo progetto, relativo ad una mostra con annesso convegno, risulta poi finanziato per il 2013.

La quarta fatica è ancora in corso: grazie ai fondi del Lotto inviati per l’arrivo della Dea sono stati avviati i lavori di sistemazione della Sezione Numismatica, fin qui assente, per la cui realizzazione ci avvaliamo dell’ottima collaborazione del Dott. Alex Walthall. Nelle tre ex cellette monastiche di primo piano si prevede di esporre una ragionata selezione delle monete coniate e/o circolanti a Morgantina, oltre alle donazioni di collezioni – tra le quali figurano la Caltagirone e la Bruno – e si prevede, contestualmente, di rivedere i percorsi espositivi anche della prima elevazione; inoltre, a valere sugli stessi fondi, si lavora alla redazione di un catalogo dei beni esposti a supporto della guida del Museo e, inoltre, per rendere intelligibile il sito archeologico di Morgantina.

Ma c’è ancora una quinta fatica: i risultati raggiunti dal Parco come punto di riferimento culturale per Aidone e le città vicine. Numerosi concerti si sono svolti nell’ex chiesa di san Francesco, oggi auditorium del Museo di Aidone, scenario anche di numerose rappresentazioni teatrali oltre che luogo privilegiato di conferenze e dibattiti culturali relativi alla storia locale e siciliana e, infine, anche di carattere storico-archeologico. Proprio nei giorni scorsi si è dato avvio ad un lungo seminario dal titolo “Storie di Storia  per Morgantina”, inaugurato dal Prof. Malcolm Bell il 17 ottobre. Da anni responsabile degli scavi e delle ricerche a Morgantina, punto di riferimento per il nostro lavoro, il Prof. Bell ha presentato una conferenza dal titolo Morgantina: nuove scoperte da vecchi scavi, evento che ha ottenuto una grande eco grazie alla chiara fama dell’autore. Successivamente è stata la volta della Prof.ssa Sandra Lucore, della Missione archeologica americana, che ha presentato una conferenza dal titolo Bagni di lusso a Morgantina. Anche questa conferenza ha avuto una vasta eco, con una sala piena di attenti uditori e, pertanto, abbiamo ragione di immaginare che lo stesso avverrà per le prossime conferenze per le quali abbiamo coinvolto il Prof. Henri Tréziny, del CNRS francese e professore dell’Università di Aix-en-Provence/Marseille con una conferenza che si terrà il 15 novembre, dal titolo Megara Hyblaia in età ellenistica e, infine, il 30 novembre, con la Dott.ssa Maria Musumeci, Direttore del Parco archeologico di Leontinoi, con una conferenza dal titolo Leontinoi – Città e chora della colonia calcidese e le esperienze comuni con Morgantina.

La sesta fatica: l’organizzazione di mostre di Arte moderna e Contemporanea nella cornice del Museo archeologico di Aidone, come quella pianificata dall’Assessorato Regionale al Turismo sul Maestro Girolamo Ciulla o l’altra, predisposta dal club UNESCO di Enna, dal titolo “Artisti per Morgantina” che ospita più di 70 opere tra i quali spiccano Bruno Caruso, Piero Gruccione e altri.

Quest’incompleta elencazione di fatiche, è funzionale al racconto dei lavori avviati con la nascita del Parco o ancora in fieri: nonostante l’esigua dotazione di personale si è riusciti a riportare alla ribalta internazionale il sito di Morgantina, del quale ci occupiamo felicemente, certi che i colleghi americani e gli stessi abitanti di Aidone ci supportano con continui incoraggiamenti e con la loro fattiva presenza. Gli stessi aidonesi, in particolare la locale sezione dell’Archeoclub, ci aiutano a tenere pulita una parte importante delle strutture archeologiche di Morgantina: le case della “cisterna ad arco” e dei “capitelli tuscanici”, adottate per l’eliminazione delle erbe infestanti in un momento in cui la crisi che ha colpito l’Europa non ci consente di avere minime dotazioni economiche, indispensabili per presentare al meglio, come vorremmo, l’area archeologica di Morgantina, messa in luce da oltre un cinquantennio di scavi della Princeton University prima e dell’University of Virginia poi.

Non vorremmo chiudere questo resoconto per gli amici di Morgantina senza averli prima ringraziati per l’opera di incessante incoraggiamento espressa nei confronti della Missione di scavo americana e, di riflesso, su Morgantina. La Missione archeologica con i mezzi messi a sua disposizione è intervenuta economicamente, in più di un’occasione, finanziandoci diversi lavori che vanno dal diserbo agli interventi sulle coperture dei monumenti e/o ad opere di restauro, questi ultimi indispensabili per mantenere le strutture archeologiche riportate alla luce, le quali necessitano di una continua quanto dispendiosa opera di manutenzione. Tali interventi sono stati effettuati in occasione dei meeting  lavorativi svolti dalla Missione americana a Morgantina: qui abbiamo ospitato per brevi campagne di scavo e di ricognizione il prof. M. Bell, due o più volte l’anno, oltre ai proff. Carla Antonaccio e Sandra Lucore, e id dott. Henry K. Sharp e Alex Walthall ed altri studiosi e numerosi studenti che, con il loro contributo, hanno consentito di meglio precisare gli studi e le ricerche sul sito oltre a procedere alla revisione informatica degli elenchi dei beni archeologici conservati nei magazzini del Museo.

Con questo breve resoconto dei fatti e degli eventi compiuti negli ultimi due anni vogliamo comunicare ai nostri amici, agli Friends of Morgantina che vivono oltreoceano e che speriamo un giorno di conoscere personalmente, che questo luogo è aperto a tutti, che questo è il luogo in cui l’amicizia è uno dei più importanti sentimenti che stanno alla base dello scambio culturale e del lavoro che ciascuno porta avanti in forte sinergia, pur nel rispetto delle altrui competenze. La storia personale di ciascuno degli attori di questa avventura, che sottende agli studi storici e archeologici che fanno dell’antica città uno dei siti più importanti di Sicilia, è ciò che consente a Morgantina di essere anche quello che è per tutti noi: un luogo magico, un luogo dell’anima, un paesaggio immenso, un luogo in cui l’orizzonte non si esaurisce oltre le nebbie e le lontane montagne innevate ad oriente ma travalica ad occidente, al di là del mare e degli oceani, in una sintonia del sentire che idealmente unisce tutti coloro che hanno una parte del cuore che batte più forte nel nominare Morgantina.

Enrico Caruso

Direttore

del Parco archeologico di Morgantina, delle aree archeologiche di Aidone e dei comuni limitrofi e del Museo archeologico Regionale di Aidone